Nuovi prodotti editoriali si affacciano sulla ‘piazza’ dei new media. Ce ne parla Andrea Zoppolato creatore di neoenews
Gianandrea Abbate: “In realtà quello che sta uccidendo il mercato è proprio la mancanza di creatività ed innovazione poiché la maturazione dei mercati e la creazione di mercati solo “di sostituzione” (come quelli delle lavatrici, delle automobili, ecc) ha creato una situazione in cui il consumatore compra prevalentemente in sostituzione del prodotto precedente. Questa situazione esiste proprio perché i mercati sono praticamente “fermi”. Avere il desiderio di cambiare un prodotto è qualcosa che sopraggiunge quando sul mercato c’è un’offerta nuova, interessante ed innovativa. Quando c’è un’innovazione vera i mercati cambiano anche nel giro di pochi mesi. Pensiamo alla fotografia digitale: in due anni è cambiato totalmente il mercato di riferimento”.
Di Gianandrea Abbate
E’ molto diffusa l’erronea percezione che durante la crisi il consumatore non usi l’emozionalità. In un momento di crisi molte aziende pensano solo alle politiche dei prezzi dimenticandosi di tutti i passi fatti per una comunicazione più “calda” verso il proprio utente. Lo vediamo anche nell’ambito finanziario ove, le crisi di panico e l’eccessiva emozionalità anche da parte dei grandi esperti del settore, produce spesso un danno superiore alla realtà del mercato. Le crisi di borsa e le pandemie hanno sempre seguito un andamento altamente emotivo e per questo anche la comunicazione deve essere empatica: la razionalità serve in giuste dosi. Quello che abbiamo visto e che rivedremo spesso è proprio questo: comportamenti del tutto irrazionali, che oltre a non migliorare in modo significativo il problema, rischiano di generare sul mercato una guerra dei prezzi al ribasso che condurrebbe facilmente al fallimento di molte aziende. Quindi direi che gli strumenti del marketing emozionale rispondono perfettamente alle situazione di crisi.
Philippe Daverio, esperto d’arte e di industrial design, spiega come la nostra percezione del mondo sia data dai sensi: “secondo la gnosi aristotelica ‘noi sappiamo ciò che i nostri sensi ci rivelano’. Non potremmo stabilire la bellezza di un cachemire se i sensi non ci rivelassero il tatto, così come non saremmo in grado di capire la musica se i sensi non ci rivelassero il suono. In realtà per capire la musica dobbiamo sommare due sensi: l’udito, ma anche il tatto, perché la musica è anche fisica, si sente con la pancia e attraverso le viscere. Tutto il nostro sapere è legato ai sensi. La vista è invece il senso che per definizione è legato alla luce e a quest’ultima sono legate tutte le arti visive”.

E’ possibile registrare reazioni neurali identiche in tutti gli osservatori di un’opera d’arte? Si possono ricostruire le dinamiche dei procedimenti cerebrali nei quali si esprime la creatività umana? Una interessante intervista al neurobiologo Luca Francesco Ticini, attuale Presidente della Società Italiana di Neuroestetica ‘Semir Zeki’: “La neuroestetica nasce dall’esigenza di capire i meccanismi biologici alla base delle emozioni e dell’apprezzamento estetico. L’intento non è assolutamente quello di spiegare l’Arte e la creatività artistica, bensì di cercare nell’Arte un mezzo per capire le funzioni del nostro cervello. Questa Scienza si sviluppa una decina d’anni fa, grazie al contributo del celebre neuroscienziato inglese Semir Zeki e si inserisce in un contesto molto ampio, che alcuni hanno definito “nuovo umanesimo”.
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Di Gianandrea Abbate
Un test specifico, denominato Emotional Price, è stato messo appunto da psycho-research per permettere di comprendere se un prezzo sia sopra o sotto la soglia di ‘Intentional buy’. Malgrado in questo periodo sia necessario andare incontro al ridotto potere d’acquisto dell’utente, ci sono prodotti per cui un eccessivo abbassamento dei prezzi è sconsigliato per il pericolo di intaccare e compromettere la stima e fiducia generata nel tempo sul proprio brand. La strada maestra, per il rafforzamento del valore percepito è lavorare sull’innovatività del prodotto unitamente alla revisione di tutti quei segnali negativi derivanti da una scelta di codici comunicazionali non coerenti e perciò penalizzanti
Facebook, è stata titolata in prima pagina da ILSOLE24ORE come la nuova famiglia degli italiani (8.400.000 iscritti a marzo 2009). All’interno di questo ‘ambiente’ le relazioni stanno assestandosi nel trovare nuovi codici e un loro linguaggio non verbale, come questi due esempi sembrerebbero dimostrare: molti utenti tracciano un proprio percorso con la continua creativa sostituzione della propria immagine e profilo (e anche di alias) unitamente ad interventi con topic di stile surreale e la costituzione di gruppi e fanpage creative-oriented andando così a disegnare un tracciato underskin non facilmente rilevabile mentre altri utenti si rincorrono con messaggi criptati, widget e link (molto spesso tra innamorati o presunti tali che si cercano spesso in un teatro del ‘capire una cosa per l’altra’ specifico dei codici comunicazionali dell’innamoramento) che fanno emergere una “social network’s gestald” costituente il nerbo emozionale di questo ambiente.

Anche una porta blindata può essere emozionale, come afferma Silvano Forapan, AD di FBS: “La porta è intesa come passaggio evocativo verso un altro spazio, un’altra dimensione, un fatto emozionale. Per me la porta rappresenta un aspetto molto personale del vivere, deve essere caratterizzata dalla personalità di chi la abita ed è diversa da persona a persona”.
L’azienda ha presentato al Made Expo 08 “la porta del Sole”, SUNGATE. Realizzata con la collaborazione del Politecnico di Milano, è la prima porta fotovoltaica; produce da sola ciò che consuma e azzera di conseguenza costi energetici e impatto ambientale.