La decadenza del generalismo e il marketing territoriale

luglio 2, 2010

Di Gianandrea Abbate

Il marketing territoriale si fa sempre più centrale all’interno della nuove strategie che si rivolgono al locale, ad una visione ‘utente centrica’ in cui la comunicazione one2one la fa da padrona. Nelle nostre ricerche emerge come dato consolidato una maggiore convergenza verso il particolare, il vicino, cioè il locale. La nostra percezione del pericolo è messa a dura prova dalla microcriminalità, dai piccoli scippi piuttosto che dal pericolo mediaticamente più enfatizzato ma più lontano, del terrorismo di matrice islamico fondamentalista. Siamo tornati più fortemente, specie per una certa percentuale di target, ad una visione ‘donne e buoi dei paesi tuoi’ e il successo di certe formazioni politiche lo conferma: il marketing territoriale si trova quindi a dover rilevare e comunicare questa carica emotiva diffusa e deve trovare driver emozionali e segni distintivi al pari di un brand. Tutte le regioni d’italia hanno nelle nostre mappe di posizionamento psicolinguistico connotazioni specifiche che le differenziano l’una dall’altra e sono più credibili e segno di garanzia per certe merceologie piuttosto che altre.

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L’effetto marmellata: poter scegliere porta infelicità? ‘Sindrome dell’Asino di Buridano’

giugno 18, 2010

Di Gianandrea Abbate

La libertà di scelta? Può essere paralizzante e portare a un’ulteriore sofferenza. Lo sostiene Berry Schwartz, professore di Social Theory e Social Action allo Swarthmore College, Usa, nel recente The Paradox of Choice: Why More is Less (Ecco Press). Facendo così crollare uno dei pilastri su cui si basa la ricerca della felicità nella società statunitense.

Scaffali di un supermercato qualunque… La signora Maria ha un’aria attonita, quasi sperduta e interdetta di fronte all’enorme varietà di merci esposte. Ha un’espressione confusa, problematica e irrisolta. Cosa succede a questa giovane donna, a questa potenziale consumatrice incastrata in qualche oscuro dilemma che non le permette di decidere e comprare?

È, molto semplicemente, quella che viene di solito indicata come la ‘Sindrome dell’Asino di Buridano’ ovvero la sintesi dell’antico detto secondo cui l’animale in questione rimaneva incerto nella scelta tra due tipi di cibo, perdendoli alla fine entrambi. In altre parole, e in modo meno drammatico, questa sindrome si può definire come quel dubbio, quel senso d’impotenza e d’impossibilità ad agire che si prova davanti a una molteplicità di merci, nessuna delle quali si riesce però a scegliere. In tutti i Paesi con elevati consumi, la sindrome di Buridano colpisce indistintamente uomini, donne, bambini e anziani. Come ben sintetizzato da Luciano Benetton: “… quando la società dell’informazione tende a diventare la società dell’inquinamento informativo, cioè della comunicazione esasperata e indistinta, intravedo, per le imprese come per gli individui, da un lato il rischio del rifiuto, dall’altro quello di un distacco dalla realtà”.


Abbate a “Conversazioni Interattive”: creatività e innovazione nei momenti di crisi per uscirne

novembre 16, 2009

Gianandrea Abbate: “In realtà quello che sta uccidendo il mercato è proprio la mancanza di creatività ed innovazione poiché la maturazione dei mercati e la creazione di mercati solo “di sostituzione” (come quelli delle lavatrici, delle automobili, ecc) ha creato una situazione in cui il consumatore compra prevalentemente in sostituzione del prodotto precedente. Questa situazione esiste proprio perché i mercati sono praticamente “fermi”. Avere il desiderio di cambiare un prodotto è qualcosa che sopraggiunge quando sul mercato c’è un’offerta nuova, interessante ed innovativa. Quando c’è un’innovazione vera i mercati cambiano anche nel giro di pochi mesi. Pensiamo alla fotografia digitale: in due anni è cambiato totalmente il mercato di riferimento”.


Abunai-ki e back to the basic! Riflessioni sul mondo che cambia

ottobre 20, 2008

Di Gianandrea Abbate

Prendo spunto dalla serie di interventi durante il convegno ‘Abunai ki, problemi e opportunità’, per fare una riflessione sul nuovo consumatore che si sta definendo in questi giorni ma che, già prima dell’inizio della crisi finanziaria, aveva dimostrato di aver bisogno di prodotti diversi, più basici.
Stiamo attivando proprio in questi giorni un osservatorio e stiamo mappando il mondo finanziario: che tipo di deriva sta prendendo? Qual è la percezione del consumatore? Ecco una prima risposta: i prodotti bancari sono percepiti in questo momento dal consumatore come un organismo “geneticamente modificato”. Ci sarebbe bisogno di poter individuare la filiera di tutti i prodotti bancari, come avviene per i prodotti alimentari. Bisogna tornare alla trasparenza, ai prodotti basici. Back to the basic, dunque! E l’azienda capace di offrire in questo momento un prodotto che venga maggiormente incontro ai bisogni del consumatore, vincerà.

Il convegno “Abunai ki, problemi e opportunità” su:
http://www.mediolanumchannel.tv/minisito_marathon_live.php

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Le vocali maleodoranti

luglio 4, 2008

Di Gianandrea Abbate.

Tra tutte le vocali, qual è la più maleodorante? Se vi chiedessero di scegliere tra Nirzano e Nirtami, che nome indichereste per un prodotto raffinato? Che cos’è la Psicolinguistica? Qui una video intervista fatta da Youmark!

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