Il nostro contributo al libro Impresa 4.0

novembre 18, 2008

Di Fabrizio Bellavista

È con piacere che ho risposto all’invito di Franco impresa-40Giacomazzi e Marco Camisani Calzolari a fare un intervento nel loro libro ‘Impresa 4.0‘, appena presentato al Politecnico di Milano, perché in esso trovo quel ‘fare il punto’ che, pur in una visione di marketing liquido, è periodicamente necessario quanto è indispensabile una bussola per viaggiare. Qui di seguito uno stralcio dell’intervento all’interno del libro: “È ormai appurata la qualità dei segnali decifrati attraverso una serie di nuovi strumenti dedicati a cogliere i feed back dell’utente, a profilarlo attraverso form unitamente al monitoraggio dei tracciati di navigazione e all’attenta osservazione della texture relazionale che si crea soprattutto nelle varie forme di social networking. Ma è altrettanto vero che la parte emozionale resta ancora troppo poco indagata e approfondita. Il responsabile marketing dell’azienda chiede, con insistenza, più precisione nella decifrare le reazioni della mente del consumatore…”.

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Profumi ed emozioni

settembre 3, 2008

Di Viviana Verin


Sempre di più la stampa pubblica articoli che coinvolgono la

comunicazione sensoriale. In questo caso si parla di profumi in

auge nel ’68.

In quel periodo di radicali sconvolgimenti sociali e di costume, non poteva mancare una rivoluzione anche nella sfera olfattiva: nuove fragranze, floreali ed esotiche, come ad esempio il patchouli, si imponevano come portatori di quello spirito di libertà proprio della giovane generazione Peace & Love. Nello stesso momento, come portatori di altri messaggi, si affermavano ‘Eau Sauvage’ di Dior e ‘Opium’ di Yves Saint Laurent.

È noto che tra i cinque sensi l’olfatto è la memoria più radicata, quella che permette di conservare il passato e il proprio vissuto emozionale. I semplici odori si caricano di valore e si trasformano in portavoce emblematici della nostra memoria e di un’intera epoca, confermando così il ruolo strategico delle emozioni nelle nostre scelte e in quelle di marketing.

(Da ‘D, la Repubblica delle donne’, numero 609)

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Cloning: oggetti a vostra immagine

aprile 29, 2008

Di Lorena Delvino.

Un gruppo di creativi francesi, 5©5Designers, utilizzando congiuntamente tecniche di prototipazione a controllo numerico e abilità artigianali, crea una collezione di oggetti la cui estetica è determinata da alcune caratteristiche fisiche che vengono prelevate dal soggetto che sarà il destinatario finale del prodotto (colore di occhi e capelli, statura, peso, pelosità, postura, misura del torace…). Vengono realizzati oggetti unici come la lampada che riproduce il colore del vostro iride, il vaso con la forma del vostro busto, lo specchio con la vostra sagoma, la tazza con il manico adeguato alle vostre dita, la sedia con zone differenziate in base alla vostra morfologia e alla vostra postura, eccetera. L’intento è di stabilire un legame privilegiato e duraturo con l’oggetto ed un forte investimento affettivo sullo stesso: Vedere trasferite su un oggetto le proprie caratteristiche fisiche apporta ad esso umanità e cambia il nostro modo di vederlo e il rapporto che stabiliamo con esso”.

Accentuare il significato che il prodotto ha per l’individuo, renderlo psicologicamente rilevante, sembra la strada sempre più battuta dal design e dal marketing.

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