Joy Ito e Graeme Sterne

dicembre 4, 2008

Di Fabrizio Bellavista

Due considerazioni riguardo gli ultimi incontri a cui ho recentemente partecipato: in entrambi i casi l’emozionalità, seppur in maniera molto diversa, spiccava e lasciava un segno importante.

joy-ito

La presentazione tecno-iconografica e video di Joichi Ito, uno dei personaggi più interessanti nella cultura digitale, in contemporanea con la sua presenza molto informale intercalata da molteplici collegamenti ipervideali (parlare solo di ipertext soltanto è ormai obsoleto) davano una sensazione immersiva, che sollevava una forte partecipazione ed emotività. Anche Graeme Sterne, mentre esponeva il suo vissuto da uomo PR neozelandese, a contatto con lo spirito dei maori, esprimeva una grande carica empatica e di feeling, con continui riferimenti all’anima, alla terra, al vento e alle emozioni.
Bravi Maria Grazia Mattei e Ferpi, che hanno portato personaggi di tale spessore a portata d’incontro. In conclusione: tutti e due sottolineavano come l’online e l’offline debbano ormai interagire in un continuum senza barriere.

Annunci

Il Marketing Emozionale e l’argomento ‘Finanza’

aprile 28, 2008

Di Gianandrea Abbate.

Si fa spesso confusione tra il concetto di ‘farsi prendere dalle emozionalità’ e tutte le moderne metodologie per costruire una comunicazione attenta alla parte emotiva del nostro cervello. Nel video provo a spiegare il concetto relativo alla comunicazione finanziaria, argomento trattato in profondità nell’ultimo ‘Mediolanum Market Forum 2008’.


La natura dei fattori emotivi (II parte)

febbraio 14, 2008

Di Francesca Sgaramella e Matteo Zini

teleok1.jpg
L’analisi condotta in collaborazione con Psycho-Reseach ha rilevato che esistono 8 registri comunicativi, utilizzati dai concept pubblicitari, che fanno leva sulle sensazioni specifiche delle corrispondenti macro-aree emozionali a cui fanno riferimento.

L’analisi del punto di vista degli esperti ha evidenziato 9 pubblicità, 4 di successo (Barilla “soggetto Bambina e gattino”, Lavazza “Campagna paradiso”, Coca Cola Natale del 1981, Perfetti Air Action Vigorsol “soggetto reconditioned”) e 5 di insuccesso (Perfetti Air Action Vigorsol “soggetto scoiattolo”, Fiat Punto “soggetto cogli l’attimo”, Parmigiano Reggiano, Lancia Y Sport Momo Design e Perfetti daygum Protex “soggetto piccione”), insieme ad alcuni considerazioni sulle loro componenti semantiche (in termini di registri comunicativi utilizzati e fattori chiave di successo o insuccesso). L’analisi del punto di vista dei consumatori ha mostrato 4 pubblicità apprezzate dal pubblico, di cui 1 (Barilla) risultante come la più apprezzata in assoluto, e 5 pubblicità non apprezzate di cui 1 (Perfetti Daygum Protex) la meno apprezzata in assoluto, insieme a preziose considerazioni riguardo la loro efficacia emozionale in relazione alle componenti semantiche utilizzate.

La triangolazione di tutti i risultati delle diverse field research ha portato alla formulazione di 8 linee guida che devono essere seguite per costruire un messaggio pubblicitario emozionalmente efficace e che dovrebbero essere utili per le imprese che decideranno di implementarle e sfruttare il loro apporto per creare strategie comunicative vincenti.

In particolare le linee guida prevedono che:

  • Gli spot più efficaci sono quelli del passato (anni 80) che “raccontano storie” e sono “piene di anima”;
  • Sembra che per essere efficace e coerente con la funzione conativa del messaggio, la funziona emotiva debba essere coerente e assolutamente supportata da un equilibrio armonioso delle funzioni referenziali e poetica, a loro volta fortemente coerenti tra loro;
  • Nello specifico, affinché la funziona conativa sia veramente efficace, la componente emotiva deve utilizzare dei registri comunicativi il più possibile afferenti la macro area emozionale del prodotto di riferimento o attuare un “salto emotivo” adeguatamente studiato e supportato dalle funzioni poetiche e referenziali in modo da creare empatia nel pubblico, evitando problemi di lettura del messaggio e quindi del rigetto del messaggio stesso;
  • La funzione emotiva del messaggio dovrebbe evocare archetipi positivi nella mente collettiva in modo da creare empatia nel pubblico (o attraverso un processo di identificazione o di proiezione idealistica), evitando il più possibile di creare disforia generata da archetipi negativi;
  • Il messaggio non dovrebbe mai essere troppo carico di concetti simbolici difficili da leggere e interpretare e quindi la funzione poetica non dovrebbe essere troppo metaforica;
  • La funzione poetica dovrebbe essere “estetica” ma la funzione referenziale dovrebbe essere sempre presente e assolutamente chiara;
  • Sarebbe meglio creare un concept creativo che non includa testimonial che creano divisioni nel pubblico circa l’apprezzamento dello spot (a causa dell’eterogeneità del pubblico non tutto il pubblico percepisce il testimonial allo stesso modo). Ad ogni modo è importante, laddove ci sia, che un testimonial sia assolutamente coerente con il concetto creativo e con la funzione poetica;
  • La funzione conativa deve sempre rispettare il principio del minimo comune denominatore.