Il libro Emotional design di Donald Norman

dicembre 3, 2008

‘Emozione’ è oggi una delle parole chiave per il mondo del design (e parliamo di design in generale, non dei siti web): anche la settimana del design a Milano, nello scorso aprile, era dedicata alle emozioni. In questo libro Norman riconosce che le sue concezioni precedenti, tutte impostate sulla funzionalità e sull’usabilità, erano limitate e limitative: non si può non tenere conto del piacere che ci procurano o meno gli oggetti che usiamo quotidianamente. Quello che ciascuno di noi è, è determinato anche dagli oggetti che usiamo: li scegliamo, li apprezziamo non solo per la funzione che svolgono per noi, ma anche per le sensazioni che ci danno. L’analisi di Norman è piena di esempi illuminanti, ma anche ricchi di humour: la serietà scientifica non ostacola la leggibilità e la piacevolezza del testo.
Donald Norman, psicologo, uno fra i maggiori esperti mondiali di ergonomia e interazione uomo-macchina, è ben noto ai lettori italiani: ha pubblicato ‘La caffettiera del masochista’.



Cloning: oggetti a vostra immagine

aprile 29, 2008

Di Lorena Delvino.

Un gruppo di creativi francesi, 5©5Designers, utilizzando congiuntamente tecniche di prototipazione a controllo numerico e abilità artigianali, crea una collezione di oggetti la cui estetica è determinata da alcune caratteristiche fisiche che vengono prelevate dal soggetto che sarà il destinatario finale del prodotto (colore di occhi e capelli, statura, peso, pelosità, postura, misura del torace…). Vengono realizzati oggetti unici come la lampada che riproduce il colore del vostro iride, il vaso con la forma del vostro busto, lo specchio con la vostra sagoma, la tazza con il manico adeguato alle vostre dita, la sedia con zone differenziate in base alla vostra morfologia e alla vostra postura, eccetera. L’intento è di stabilire un legame privilegiato e duraturo con l’oggetto ed un forte investimento affettivo sullo stesso: Vedere trasferite su un oggetto le proprie caratteristiche fisiche apporta ad esso umanità e cambia il nostro modo di vederlo e il rapporto che stabiliamo con esso”.

Accentuare il significato che il prodotto ha per l’individuo, renderlo psicologicamente rilevante, sembra la strada sempre più battuta dal design e dal marketing.

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Psicologia dell’emotional design. Uno studio sperimentale sul packaging dei profumi (II parte)

febbraio 12, 2008

nasook.jpgDi Lorena Delvino.

L’obiettivo della ricerca (svolta presso il laboratorio SrLabs di Milano) è stato quello di verificare se l’ipotesi di D.A. Norman avesse dei riscontri sperimentali. Si è cercato cioè di valutare se il design di un prodotto avesse effetti sull’emozione sperimentata da un soggetto e se tale emozione fosse in grado di influire sul comportamento del soggetto stesso. Del design si è considerato principalmente il livello viscerale (l’aspetto estetico) e in parte quello riflessivo; del comportamento è stato preso in considerazione l’atteggiamento di avvicinamento del soggetto verso il prodotto (in concreto: il desiderio di provarlo).

È risultato che i diversi prodotti sono sottoposti a strategie di osservazione differenti e sono in grado di suscitare reazioni emotive diverse. La quota di attenzione che ciascun oggetto attrae è risultata correlata in alcuni casi all’emozione suscitata dal prodotto, in altri ad alcune caratteristiche della confezione di profumo giudicate salienti (bellezza, attrattività, femminilità), in altri a fattori che non sono stati considerati.

Se possiamo concludere che l’estetica è solo uno dei fattori (non l’unico!) che influenzano l’attenzione e l’emozione, dobbiamo però rilevare che essa svolge una determinante funzione persuasivo-seduttiva di richiamo; è un “aggancio visivo” in grado di attrarre lo sguardo del destinatario sul prodotto e di promuoverne una valutazione positiva. Non è detto che ciò si traduca direttamente in un comportamento di acquisto, ma assegna sicuramente al prodotto un vantaggio competitivo che lo fa emergere in un contesto affollato di concorrenti.