Mind M@p e la mente emozionale

luglio 2, 2010

La mente emozionale, è dominante nei comportamenti del consumatore. Il 79% della comunicazione disperde mediamente il 42,7% degli investimenti marketing / media per un totale o parziale “black out emozionale” del messaggio. La tecnologia sicolinguistica permette l’accesso a:
MAPPING DEI GRANDI MECCANISMI EMOZIONALI DI PERSUASIONE
QUANTIFICAZIONE EFFICACIA EMOZIONALE E MEDIE
OTTIMIZZAZIONE (eventuale) DEL ROI DEL MESSAGGIO
Il metodo trae spunto da oltre 350 studi scientifici, in particolare dai Nobel Hubel, Sperry, Wiesel e dai consiglieri Usa Sunstein e Thaler. Un concept “x” che si desidera analizzare (es. merceologia, need, statement, brand, adv, etc ) puo’ essere sottoposto a “mindtest” nel field di ricerca, e quindi incrociato con il Database che ha in memoria i 400 concetti altoricorrenti nel lessico collettivo e i relativi codici psicolinguistico video audio, aggiornato attraverso 10000 test-anno.


L’evoluzione del fiuto: verso una comunicazione sempre più polisensoriale ed emozionale

maggio 20, 2010

Di Mark Mishler
A differenza di udito e vista, l’olfatto è un senso chimico, respiriamo 23 mila volte al giorno ed ogni volta annusiamo qualcosa; la sensazione dell’odore ci colpisce quando un certo numero di molecole ‘odorose’ raggiunge l’epitelio olfattivo, composto da 10 a 20 milioni di cellule o recettori olfattivi.
In natura ci sono circa 400 mila odori possibili, il nostro naso è teoricamente in grado di distinguerne 10 mila ma, in realtà ne percepiamo solo 2 mila per la scarsa abitudine ad usare l’olfatto. La capacità di riconoscere gli odori è incostante, essa si sviluppa nel grembo materno a partire dal quinto mese, è massima tra i 30 e 40 anni e cala dopo i 60. Tra i cinque sensi, l’olfatto innesca le emozioni più immediate e le memorie più profonde: l’odore, infatti, porta con sé una forza evocativa sorprendente che, per esempio, permette di ricordare perfettamente una scena del passato. Questo si verifica perché i messaggi olfattivi arrivano direttamente al sistema limbico del cervello. In sostanza, il naso ci dice dove siamo, cosa stiamo mangiando e ci aiuta a scegliere il partner. Non tutti, però, hanno lo stesso ‘naso’: studi recenti dimostrano che nelle donne il fiuto è più sviluppato rispetto agli uomini; mentre i più giovani sono meno sensibili ai cattivi odori.


Joy Ito e Graeme Sterne

dicembre 4, 2008

Di Fabrizio Bellavista

Due considerazioni riguardo gli ultimi incontri a cui ho recentemente partecipato: in entrambi i casi l’emozionalità, seppur in maniera molto diversa, spiccava e lasciava un segno importante.

joy-ito

La presentazione tecno-iconografica e video di Joichi Ito, uno dei personaggi più interessanti nella cultura digitale, in contemporanea con la sua presenza molto informale intercalata da molteplici collegamenti ipervideali (parlare solo di ipertext soltanto è ormai obsoleto) davano una sensazione immersiva, che sollevava una forte partecipazione ed emotività. Anche Graeme Sterne, mentre esponeva il suo vissuto da uomo PR neozelandese, a contatto con lo spirito dei maori, esprimeva una grande carica empatica e di feeling, con continui riferimenti all’anima, alla terra, al vento e alle emozioni.
Bravi Maria Grazia Mattei e Ferpi, che hanno portato personaggi di tale spessore a portata d’incontro. In conclusione: tutti e due sottolineavano come l’online e l’offline debbano ormai interagire in un continuum senza barriere.


La parte emozionale e il giornalismo

novembre 19, 2008

Di Viviana Verin
post-finzi
Enrico Finzi, presentando la ricerca ‘Il futuro del giornalismo’ il 1° ottobre scorso, ha evidenziato come il 73% dei lettori non chiedano solo informazioni veritiere, complete e sintetiche ma anche la capacità di coinvolgere emozionalmente.

Slide della ricerca


Un’intervista sul mensile ADV

novembre 10, 2008

Di Giannandrea Abbate

adv-abbateUn articolo sul mensile ADV che riprende ancora il concetto ‘Il consumatore compra emozioni’ che, anche in periodo di recessione, rimane più che mai valido.

Adv Trend Psyco Res


Il Web 2.0, Internet da bere!

ottobre 15, 2008

Di Fabrizio Bellavista.

Nel convegno dello scorso 10 ottobre Connettere al futuro’ (tenutosi all’interno della kermesse dell’innovazione tecnologica Innovation Circus) ho esposto i dati tratti da una nostra ricerca psicolinguistica. Tale ricerca mostra come gli strumenti del web 2.0 siano balzati alla ribalta ed entrati nell’immaginario collettivo con forza e velocità.

Il segmento specifico web 2.0, rispetto ad esempio al posizionamento del media internet in generale, presenta un forte passo in avanti nei riguardi della componente “innovazione” pur mantenendo spiccati tratti “adolescenziali” e “narcisistici” e quindi auto-referenzianti. La percezione emozionale di questi strumenti evidenzia come ad una loro forte ed immediata popolarità faccia da contraltare una altrettanto importante percezione di “superficialità” e “senso di onnipotenza” da parte del target internauti italiani.


Sondare i bisogni profondi degli individui

ottobre 13, 2008

Di Gianandrea Abbate.

Il nostro contributo, sempre di più, è quello di sondare e poi integrare i bisogni profondi degli individui nella filiera del valore e nella costruzione del prodotto e della sua immagine. I bisogni profondi emozionali, infatti, sono diversi da quelli razionali e funzionali. Per esempio, nessuno ha una reale necessità del Sapone di Marsiglia, il cui successo è da ascriversi alla ricerca da parte del consumatore dei valori di una volta. Per sondare questi aspetti del consumo occorre ragionare in termini di simbologie e la ricerca psicolinguistica è sicuramente lo strumento più adatto. Diventa, quindi, indispensabile cambiare i parametri di confronto passando dal livello delle performance prestazionali a quello delle performance emozionali.


Come comunicare la montagna: i codici efficaci per farlo

settembre 30, 2008

Di Fabrizio Bellavista


Sabato 20 settembre, in un’occasione molto particolare, durante
cioè l’Open Your Mountains Day ad Aosta, una giornata interamente dedicata all’innovazione, ho tenuto un breve speech su “Come comunicare la montagna: i codici efficaci per farlo”. La presentazione degli aspetti principali della grammatica emozionale hanno destato come sempre il massimo interesse.

Debbo anche aggiungere che la giornata sotto l’egidia della Regiona Valle d’Aosta aveva un sapore particolare per il comunicato, da poco emesso, riguardo la tabella di marcia di Lisbona 2010: la Valle d’Aosta è prima seguita da Piemonte e, inaspettatamente solo al terzo posto, dalla Lombardia.

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Profumi ed emozioni

settembre 3, 2008

Di Viviana Verin


Sempre di più la stampa pubblica articoli che coinvolgono la

comunicazione sensoriale. In questo caso si parla di profumi in

auge nel ’68.

In quel periodo di radicali sconvolgimenti sociali e di costume, non poteva mancare una rivoluzione anche nella sfera olfattiva: nuove fragranze, floreali ed esotiche, come ad esempio il patchouli, si imponevano come portatori di quello spirito di libertà proprio della giovane generazione Peace & Love. Nello stesso momento, come portatori di altri messaggi, si affermavano ‘Eau Sauvage’ di Dior e ‘Opium’ di Yves Saint Laurent.

È noto che tra i cinque sensi l’olfatto è la memoria più radicata, quella che permette di conservare il passato e il proprio vissuto emozionale. I semplici odori si caricano di valore e si trasformano in portavoce emblematici della nostra memoria e di un’intera epoca, confermando così il ruolo strategico delle emozioni nelle nostre scelte e in quelle di marketing.

(Da ‘D, la Repubblica delle donne’, numero 609)

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La grammatica delle emozioni e l’ottimizzazione dei messaggi…

febbraio 21, 2008

Di Gianandrea Abbate.

C’è una nuova sindrome che in qualche modo deve allarmare chi lavora nel nostro settore: un’equipe di studiosi anglosassoni l’ha contrassegnata con il termine “Information Fatigue Sindrome”, ovvero la malattia dovuta alla troppa informazione.

E’ un problema di grande portata per le aziende che si scontrano in un’unica arena competitiva e che devono investire in comunicazione. Per queste aziende è vitale raggiungere il consumatore, trasmettergli il proprio messaggio e avere la garanzia che questo tocchi le sue corde emotive, che si instauri cioè una relazione profonda. La psicolinguistica è uno strumento utile che prende spunto dalle conoscenze sul funzionamento del cervello e si concretizza in una metodologia efficace, capace di comprendere la grammatica delle emozioni e indirizzare la comunicazione massimizzandone l’efficacia dei suoi messaggi.