L’evoluzione del fiuto: verso una comunicazione sempre più polisensoriale ed emozionale

maggio 20, 2010

Di Mark Mishler
A differenza di udito e vista, l’olfatto è un senso chimico, respiriamo 23 mila volte al giorno ed ogni volta annusiamo qualcosa; la sensazione dell’odore ci colpisce quando un certo numero di molecole ‘odorose’ raggiunge l’epitelio olfattivo, composto da 10 a 20 milioni di cellule o recettori olfattivi.
In natura ci sono circa 400 mila odori possibili, il nostro naso è teoricamente in grado di distinguerne 10 mila ma, in realtà ne percepiamo solo 2 mila per la scarsa abitudine ad usare l’olfatto. La capacità di riconoscere gli odori è incostante, essa si sviluppa nel grembo materno a partire dal quinto mese, è massima tra i 30 e 40 anni e cala dopo i 60. Tra i cinque sensi, l’olfatto innesca le emozioni più immediate e le memorie più profonde: l’odore, infatti, porta con sé una forza evocativa sorprendente che, per esempio, permette di ricordare perfettamente una scena del passato. Questo si verifica perché i messaggi olfattivi arrivano direttamente al sistema limbico del cervello. In sostanza, il naso ci dice dove siamo, cosa stiamo mangiando e ci aiuta a scegliere il partner. Non tutti, però, hanno lo stesso ‘naso’: studi recenti dimostrano che nelle donne il fiuto è più sviluppato rispetto agli uomini; mentre i più giovani sono meno sensibili ai cattivi odori.

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Profumi ed emozioni

settembre 3, 2008

Di Viviana Verin


Sempre di più la stampa pubblica articoli che coinvolgono la

comunicazione sensoriale. In questo caso si parla di profumi in

auge nel ’68.

In quel periodo di radicali sconvolgimenti sociali e di costume, non poteva mancare una rivoluzione anche nella sfera olfattiva: nuove fragranze, floreali ed esotiche, come ad esempio il patchouli, si imponevano come portatori di quello spirito di libertà proprio della giovane generazione Peace & Love. Nello stesso momento, come portatori di altri messaggi, si affermavano ‘Eau Sauvage’ di Dior e ‘Opium’ di Yves Saint Laurent.

È noto che tra i cinque sensi l’olfatto è la memoria più radicata, quella che permette di conservare il passato e il proprio vissuto emozionale. I semplici odori si caricano di valore e si trasformano in portavoce emblematici della nostra memoria e di un’intera epoca, confermando così il ruolo strategico delle emozioni nelle nostre scelte e in quelle di marketing.

(Da ‘D, la Repubblica delle donne’, numero 609)

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