La mente in ascolto: un nuovo paradigma neurolinguistico

maggio 6, 2010

Di Enrico Berni Finzi
In uno studio condotto dal Max-Planck-Institut für neuropsycologische Forschung di Lipsia ha dato vita a un nuovo paradigma neurolinguistico. Questo nuovo modello di elaborazione linguistica mostra quali aree del cervello si attivano nella comprensione della lingua parlata, ponendo l’accento sul ruolo fondamentale dell’emisfero destro.
La comunicazione orale si costituisce per due elementi fondamentali: il contenuto (regole sintattico-semantiche) e la prosodia (profilo melodico). Nella ricezione, quindi, di qualsiasi informazione parlata, il cervello attiva sia l’emisfero sinistro, per la decodifica del senso razionale del messaggio, sia l’emisfero destro, per la comprensione emotiva e l’interpretazione dello stato d’animo.
Questo secondo tipo di attività cerebrale risulta essere fondamentale, al fine di poter recepire un messaggio nella sua interezza e secondo l’intenzione empatica dell’interlocutore.


Che cosa dice lui, che cosa capisce lei

aprile 22, 2010

Di Fabrizio Bellavista
Secondo una ricerca di Annet Schirmer, laureata presso il Max-Planck-Institut für neuropsycologische Forschung, le donne capiscono immediatamente, e prima degli uomini, il pensiero sotteso a ciò che viene espresso verbalmente dal loro interlocutore o da qualsiasi individuo che sta parlando. Secondo un esperimento condotto dalla ricercatrice si è dimostrato quanto il contesto emotivo influenzi l’elaborazione del
linguaggio e quanto una donna, rispetto ad un uomo, riesca a recepire più velocemente, la discrepanza tra una frase dal contenuto positivo, ottimista e l’intonazione negativa, pessimista con cui viene pronunciata, o viceversa.
L’implicazione sottesa a questa scoperta risulta essere, quindi, una maggiore propensione genetica della donna alla sensibilità nei confronti dell’intonazione e della melodia linguistica, rispetto alla razionalità, propria degli uomini, nel saper scindere il contenuto di ciò che si dice, dal come viene detto.


L’orecchio elettronico

aprile 4, 2010

Di Fabrizio Bellavista
L’orecchio elettronico è un’invenzione del Dott. Tomatis (1920-2001), esperto di patologie legate all’udito.
Questo strumento è costituito da una macchina che distribuisce vari stimoli sonori, come musica e parole, che vengono percepiti dal paziente attraverso delle cuffie, mentre svolge diversi tipi di attività.
Il metodo Tomatis è volto all’educazione all’ascolto, come processo attivo che va ad influenzare vari aspetti della vita fisiologica e sociale dell’individuo, sia che si tratti di un bambino o di un adulto. La percezione corretta e attenta dei suoni che ci circondano è fondamentale per un approccio equilibrato alle occasione della vita, come il parlare una lingua straniera o la comprensione dello stato d’animo dell’interlocutore dal suo tono di voce. Questo, anche per eliminare o minimizzare le tensioni psicologiche dovute ad un difficile rapporto con la realtà.


Il vissuto emozionale dei concept ‘creatività’ e ‘innovazione’ secondo Gianandrea Abbate

marzo 16, 2010

Creatività e Innovazione sono concept attigui ma con angolature differenti, l’uno a centratura ludica, l’altro a centratura “mitica”. Coprono i target a maggior induzione d’acquisto, gli early adopters e si confermano come carburante attivatore dell’impulso d’acquisto: come è evidente dalle immagini allegate entrambi sollevano alta emozionalità.
Ecco il risultato della ricerca telefonica e via web interfacciati con i dati presenti nel database “psychosoft” (e che vediamo successivamente posizionati nel mapping emozionale collettivo di concetti e codici). Ricordiamo che il database “psychosoft” è aggiornato attraverso oltre 10.000 test annuali.

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Edoardo T. Brioschi: avere il coraggio di abbandonare strumenti e metodi ormai obsoleti e di svilupparne altri

marzo 16, 2010

Senza coraggio e senza ricerca la comunicazione è condannata ad una stasi. Sarebbe necessario, nell’ambito della ricerca, avere il coraggio di abbandonare strumenti e metodi ormai obsoleti e di svilupparne altri. Nella comunicazione, in particolare, esiste ‘un problema dei problemi’: l’identificazione e la misurazione dell’efficacia. Si deve riconoscere che, se anche sono stati fatti alcuni passi, siamo ancora in una situazione non del tutto soddisfacente”.


Mind Map

febbraio 17, 2010

La tipologia di ricerca proposta da Psycho Research è giunta ad una nuova fase di sintesi, ove per sintesi si intende la capacità di perfezionare la potenzialità di vendita e comunicazione interna al proprio utente. Quindi ancora innovazione nel linguaggio e nella presentazione: Mind M@p. La tecnologia permette l’accesso a: mapping dei grandi meccanismi emozionali di persuasione; quantificazione dell’efficacia emozionale; ottimizzazione del roi del messaggio.


Il non verbale

gennaio 22, 2010

Una gustosa vignetta sulle diverse strade imboccate dal non-verbale femminile nei confronti di quello maschile….