La terapia di Tomatis

giugno 4, 2010

Di Fabrizio Bellavista
La terapia di Tomatis usa come strumento preferenziale la musica e, in particolare la musica di Mozart e i canti gregoriani. Le composizioni mozartiane, infatti, mantengono delle caratteristiche primitive ed universali che le rendono perfette per un’educazione all’ascolto globale e senza interferenze culturali. I canti gregoriani, invece, hanno la peculiarità del respiro e dell’ariosità, che rallentano il battito cardiaco infondendo una sensazione di calma e rilassamento generale. Grazie a questo metodo, così, si sviluppa il senso fondamentale dell’udito che, se usato correttamente, consente una più piena percezione della realtà.


L’orecchio elettronico

aprile 4, 2010

Di Fabrizio Bellavista
L’orecchio elettronico è un’invenzione del Dott. Tomatis (1920-2001), esperto di patologie legate all’udito.
Questo strumento è costituito da una macchina che distribuisce vari stimoli sonori, come musica e parole, che vengono percepiti dal paziente attraverso delle cuffie, mentre svolge diversi tipi di attività.
Il metodo Tomatis è volto all’educazione all’ascolto, come processo attivo che va ad influenzare vari aspetti della vita fisiologica e sociale dell’individuo, sia che si tratti di un bambino o di un adulto. La percezione corretta e attenta dei suoni che ci circondano è fondamentale per un approccio equilibrato alle occasione della vita, come il parlare una lingua straniera o la comprensione dello stato d’animo dell’interlocutore dal suo tono di voce. Questo, anche per eliminare o minimizzare le tensioni psicologiche dovute ad un difficile rapporto con la realtà.


La percezione del “prodotto Italia”

febbraio 15, 2008

Di Gianandrea Abbate.

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Da anni, attraverso la psicolinguistica, esiste un monitoraggio sul percepito dell’Italia nell’immaginario collettivo degli italiani.

Dalla ricerca – questa è aggiornata al giugno 2007 – è emerso che la società italiana comincia finalmente a far registrare un’apprezzabile spostamento, dopo che nel 2001, in occasione dell’attacco alle Twin Towers, era repentinamente sprofondata in un’area ‘pathos’/’aggressività’. La società italiana di oggi si colloca invece in un’area di ‘relax’: da un lato emerge la presenza di grandi slanci affettivi-sentimentali, grandi tradizioni consolidate, grande tesaurizzazione del “local” a tutti i livelli, proverbiale immagine della capacità di accomodamento e superamento di tutte le situazioni,… Dall’altro c’è la sensazione che il nostro Paese non sia davvero in grado di governare se stesso e che i nodi al pettine siano ormai arrivati al dunque: naturalmente i recenti mutamenti potrebbero, nella prossima rilevazione, fornirci delle sorprese.

Il dato tendenziale è positivo, ma il campo emotivo valoriale emerso è ancora lontano dal generare una trazione positiva. La ricerca mostra dunque come ci si trovi ancora in una fase di passaggio, dove occorre mettere a fuoco il “tema centrale del decennio”, com’è stato fatto per i decenni precedenti.

Tuttavia è iniziato il tendenziale ritorno ad un centro percettivo simile a quello del 2000. Comincia quindi a riassorbirsi l’“ematoma sociale traumatico post 2001”, che presumibilmente troverà un definitivo girar pagina con le prossime elezioni Usa.