Mind M@p e la mente emozionale

luglio 2, 2010

La mente emozionale, è dominante nei comportamenti del consumatore. Il 79% della comunicazione disperde mediamente il 42,7% degli investimenti marketing / media per un totale o parziale “black out emozionale” del messaggio. La tecnologia sicolinguistica permette l’accesso a:
MAPPING DEI GRANDI MECCANISMI EMOZIONALI DI PERSUASIONE
QUANTIFICAZIONE EFFICACIA EMOZIONALE E MEDIE
OTTIMIZZAZIONE (eventuale) DEL ROI DEL MESSAGGIO
Il metodo trae spunto da oltre 350 studi scientifici, in particolare dai Nobel Hubel, Sperry, Wiesel e dai consiglieri Usa Sunstein e Thaler. Un concept “x” che si desidera analizzare (es. merceologia, need, statement, brand, adv, etc ) puo’ essere sottoposto a “mindtest” nel field di ricerca, e quindi incrociato con il Database che ha in memoria i 400 concetti altoricorrenti nel lessico collettivo e i relativi codici psicolinguistico video audio, aggiornato attraverso 10000 test-anno.

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La decadenza del generalismo e il marketing territoriale

luglio 2, 2010

Di Gianandrea Abbate

Il marketing territoriale si fa sempre più centrale all’interno della nuove strategie che si rivolgono al locale, ad una visione ‘utente centrica’ in cui la comunicazione one2one la fa da padrona. Nelle nostre ricerche emerge come dato consolidato una maggiore convergenza verso il particolare, il vicino, cioè il locale. La nostra percezione del pericolo è messa a dura prova dalla microcriminalità, dai piccoli scippi piuttosto che dal pericolo mediaticamente più enfatizzato ma più lontano, del terrorismo di matrice islamico fondamentalista. Siamo tornati più fortemente, specie per una certa percentuale di target, ad una visione ‘donne e buoi dei paesi tuoi’ e il successo di certe formazioni politiche lo conferma: il marketing territoriale si trova quindi a dover rilevare e comunicare questa carica emotiva diffusa e deve trovare driver emozionali e segni distintivi al pari di un brand. Tutte le regioni d’italia hanno nelle nostre mappe di posizionamento psicolinguistico connotazioni specifiche che le differenziano l’una dall’altra e sono più credibili e segno di garanzia per certe merceologie piuttosto che altre.


La sindrome di Buridano, ovvero 64 tipi di sugo e 22.000 nuovi prodotti

febbraio 7, 2008

Di Fabrizio Bellavista.buridano.jpg

Comprendere la natura umana e la sua psiche profonda ha echi importanti anche nella relazione tra i prodotti, i brand e le persone. Mi sembra interessante, in una società avanzata e votata alla complessità come quella occidentale, comprendere non tanto ciò che il cliente vuole, bensì ciò che desidera. E in questo oceano di sollecitazioni medianiche il consumatore odierno, come nella famosa ‘sindrome di Buridano’, di fronte alla proposta di un numero elevatissimo di messaggi (la media italiana è di 3600 spot e consigli per gli acquisti giornalieri) spesso non sceglie perché il linguaggio proposto dalla pubblicità off e on line non è calibrato ai meccanismi delle aspettative emotive collettive profonde e, per questo, viene respinto.