Mind M@p e la mente emozionale

luglio 2, 2010

La mente emozionale, è dominante nei comportamenti del consumatore. Il 79% della comunicazione disperde mediamente il 42,7% degli investimenti marketing / media per un totale o parziale “black out emozionale” del messaggio. La tecnologia sicolinguistica permette l’accesso a:
MAPPING DEI GRANDI MECCANISMI EMOZIONALI DI PERSUASIONE
QUANTIFICAZIONE EFFICACIA EMOZIONALE E MEDIE
OTTIMIZZAZIONE (eventuale) DEL ROI DEL MESSAGGIO
Il metodo trae spunto da oltre 350 studi scientifici, in particolare dai Nobel Hubel, Sperry, Wiesel e dai consiglieri Usa Sunstein e Thaler. Un concept “x” che si desidera analizzare (es. merceologia, need, statement, brand, adv, etc ) puo’ essere sottoposto a “mindtest” nel field di ricerca, e quindi incrociato con il Database che ha in memoria i 400 concetti altoricorrenti nel lessico collettivo e i relativi codici psicolinguistico video audio, aggiornato attraverso 10000 test-anno.


Un’intervista sul mensile ADV

novembre 10, 2008

Di Giannandrea Abbate

adv-abbateUn articolo sul mensile ADV che riprende ancora il concetto ‘Il consumatore compra emozioni’ che, anche in periodo di recessione, rimane più che mai valido.

Adv Trend Psyco Res


Il Web 2.0, Internet da bere!

ottobre 15, 2008

Di Fabrizio Bellavista.

Nel convegno dello scorso 10 ottobre Connettere al futuro’ (tenutosi all’interno della kermesse dell’innovazione tecnologica Innovation Circus) ho esposto i dati tratti da una nostra ricerca psicolinguistica. Tale ricerca mostra come gli strumenti del web 2.0 siano balzati alla ribalta ed entrati nell’immaginario collettivo con forza e velocità.

Il segmento specifico web 2.0, rispetto ad esempio al posizionamento del media internet in generale, presenta un forte passo in avanti nei riguardi della componente “innovazione” pur mantenendo spiccati tratti “adolescenziali” e “narcisistici” e quindi auto-referenzianti. La percezione emozionale di questi strumenti evidenzia come ad una loro forte ed immediata popolarità faccia da contraltare una altrettanto importante percezione di “superficialità” e “senso di onnipotenza” da parte del target internauti italiani.



La componente psicolinguistica all’interno di un Focus Group

maggio 9, 2008

Di Annalisa Vagliasindi.

Come avviene l’interazione con la psicolinguistica all’interno di un focus group? La risposta è molto semplice: tale interazione non deve esserci. La somministrazione del test psicolinguistico deve essere totalmente staccata emotivamente dal momento della discussione di gruppo. Solo così le persone possono esprimersi liberamente e senza condizionamenti, rispondendo istintivamente alle domande. In genere infatti il test viene fatto ‘a sorpresa’, senza che si sia prima parlato dell’argomento che ne sarà oggetto.

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In sintesi…

aprile 22, 2008

Di Gianandrea Abbate

Ai tanti che mi chiedono in sintesi estrema che cos’è e a cosa serve la psicolinguistica, do questa definizione: ‘Esiste una grammatica emozionale universalmente condivisa a livello inconscio che dà vita a un linguaggio profondo comprensibile a tutti. La sua conoscenza consente di metacomunicare positivamente, rendendo il messaggio comprensibile, memorabile e quindi efficace’.

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Il problema dei problemi: la misurazione dell’efficacia

aprile 17, 2008

Di Ylenia Battistello.

Riportiamo integralmente l’intervento di E. T. Brioschi durante la conversazione IAA del 27/2/2008 presso l’Università Cattolica di Milano.

“Senza coraggio e senza ricerca la comunicazione è condannata ad una stasi.

Sarebbe necessario, nell’ambito della ricerca, avere il coraggio di abbandonare strumenti e metodi ormai obsoleti e di svilupparne altri.

Nella comunicazione, in particolare, esiste ‘un problema dei problemi’: l’identificazione e la misurazione dell’efficacia. Si deve riconoscere che, se anche sono stati fatti alcuni passi, siamo ancora in una situazione non del tutto soddisfacente.

I due campi richiamati, cioè la psicolinguistica e il neuromarketing, risultano degli ambiti di ricerca di estremo interesse e in grado di effettuare la svolta necessaria per un effettivo sviluppo non solo quantitativo, ma anche qualitativo.

Da un paio di anni a questa parte io ed un mio collega americano stiamo sviluppando un nuovo indirizzo di ricerca di strumenti operativi: l’influenza che le culture di diversi Paesi esercitano sui ricercatori accademici e gli approcci che questi ultimi propongono. E’ un tema che inizialmente ho proposto nell’ambito dell’American Accademy Advertising, che abbiamo poi presentato in una sessione speciale a una conferenza nazionale del 2007 a Birminghton con colleghi britannici, francesi e tedeschi, che abbiamo ripetuto nell’accademia a Seul nell’autunno scorso con colleghi giapponesi, cinesi e coreani e che ripeteremo nel Global Marketing Conference a Shangai.”
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