Il marketing emozionale nelle situazione di crisi

Di Gianandrea Abbate

E’ molto diffusa l’erronea percezione che durante la crisi il consumatore non usi l’emozionalità. In un momento di crisi molte aziende pensano solo alle politiche dei prezzi dimenticandosi di tutti i passi fatti per una comunicazione più “calda” verso il proprio utente. Lo vediamo anche nell’ambito finanziario ove, le crisi di panico e l’eccessiva emozionalità anche da parte dei grandi esperti del settore, produce spesso un danno superiore alla realtà del mercato. Le crisi di borsa e le pandemie hanno sempre seguito un andamento altamente emotivo e per questo anche la comunicazione deve essere empatica: la razionalità serve in giuste dosi. Quello che abbiamo visto e che rivedremo spesso è proprio questo: comportamenti del tutto irrazionali, che oltre a non migliorare in modo significativo il problema, rischiano di generare sul mercato una guerra dei prezzi al ribasso che condurrebbe facilmente al fallimento di molte aziende. Quindi direi che gli strumenti del marketing emozionale rispondono perfettamente alle situazione di crisi.

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