“Qualitel”? Si possono fare…

Di Mario Scolari

L’intervista telefonica è sempre stata percepita a livello pratico e ideologico come uno strumento freddo, limitato all’esecuzione di compiti semplici, come ad esempio ‘il ricordo del giorno dopo’. In realtà, la familiarità che ognuno di noi ha acquisito con il telefono è diventata nel tempo formidabile. A mio parere bisognerebbe aggiornare l’uso di questo strumento anche nel campo della ricerca, ma utilizzandolo anche come canale privilegiato di incontro con il target. L’esempio più classico potrebbe essere, nel B2B, l’intervista a figure di rilievo all’interno delle aziende, un approccio cioè qualitativo telefonico con un manager, figura abituata a gestire vita e affari continuamente attraverso l’apparecchio telefonico.

Mi piacerebbe sperimentare un modello di ricerca tipicamente qualitativa e motivazionale perché il telefono consente l’esplorazione di aree non solo comportamentali, ma anche emozionali, relazionali e simboliche: le “Qualitel”, se le vogliamo chiamare in questo modo, consentono risparmi interessanti in termini di investimenti sia da parte del committente che del gestore dell’incarico della ricerca.

L’idea da sviluppare è quindi quella di pensare allo strumento telefonico anche come ad un’opportunità predisponendo naturalmente una gestione del colloquio telefonico ad hoc attraverso una scaletta dell’intervista che contempli i ritmi telefonici, ovvero domande e risposte brevi, magari supportata da una richiesta di disponibilità via e-mail.

Due le possibili obiezioni: il dubbio dell’autenticità della persona che risponde e l’impossibilità di approfondire l’interpretazione non verbale. Personalmente mi sembra che entrambe siano infondate: da una parte nessuno di noi è portato a dubitare della persona che risponde al telefono, dall’altra sappiamo benissimo che siamo in grado di cogliere inflessioni, cambi di tono, tentennamenti o cali di voce.

Ci dovremmo domandare perchè la committenza è tuttora abbastanza fredda su questa proposta. Forse la risposta più semplice è che ogni buon cambiamento, per il fatto stesso che è un cambiamento, genera resistenza.

Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools Bookmarking Tools

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: