Esistono nel mondo fisico relazioni note fra la nostra personalità ed i nostri comportamenti sociali, ma quando ci trasferiamo nei social network, in particolare su Facebook, valgono ancora queste associazioni?
Un contributo alla risposta arriva da uno studio svolto da un gruppo di ricercatori della University of Windsor, guidato da Craig Ross e presentato in un recente articolo della rivista internazionale ‘Computers in Human Behavior’, il cui scopo era stabilire correlazioni fra la personalità dell’utente (classificata con il test Big Five) e l’uso di Facebook. Luca Chittaro ha scritto su questo argomento un articolo su NOVA100.

Comportamenti su Facebook
Luglio 21, 2009
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I Social Network “vetrina”
Ottobre 13, 2008Di Fabrizio Bellavista.
Ho tenuto il 29 settembre un breve intervento presso il Temporary Center Nokia Business in Relax, di Milano sul mondo dei Social Networking relativamente alla necessità di affrancarsi da un’immagine legata solo al diversement verso una proposta più composita e articolata. Relativamente al Temporary Business Center proposto da Nokia ritengo sia un esperimento particolarmente innovativo e di conseguenza interessante nell’ottica di un intervento da parte delle aziende non soltanto a livello di advertising classico.
Guarda la mia Presentazione
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La ricerca del lato emozionale del consumatore e i feed back provenienti dalla rete
Giugno 30, 2008
Durante il Nono Summit Global Marketing di Bologna ho potuto analizzare, grazie ad una platea particolarmente preparata ed interattiva, un’importante caratteristica dell’attuale scenario riguardante le ricerche di mercato: c’è una mole significativa di dati provenienti dalle profilazioni on line, dai feed back dell’utente (dalla critica/approvazione all’inoltro di proposte relative alla formulazione di nuovi prodotti, ecc…) unitamente al monitoraggio dei tracciati di navigazione e all’attenta osservazione delle relazioni che si creano soprattutto nei social network, mole di dati dicevo, che debbono in qualche modo confluire verso i coordinatori delle ricerche di mercato per essere valutate parallelamente alle indagini tradizionali e di neuromarketing. Proprio queste ultime metodologie di ricerca ci permettono comunque di comprendere unitamente a quello che ‘vuole’ il consumatore il vero dato d’interesse: quello che l’utente desidera nel profondo del suo immaginario emozionale che, ricordiamo, incide in media al 70% sull’impulso d’acquisto.

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