Di Viviana Verin
Il filosofo americano Alvin Goldman nel convegno ‘Cervello, Cultura e Comportamento Sociale’, organizzato dalla Fondazione Rosselli, è soffermato sui ‘neuroni specchio’, sulla ‘teoria della mente’ e su quella ‘della simulazione’, per illustrare in seguito la teoria da lui ipotizzata, definita ‘immaginazione di rappresentazione’. Nel suo libro ‘Simulating Minds: The Philosophy, Psychology, and Neuroscience of Mindreading’, edito da Oxford University Press nel giugno 2006, espone i due meccanismi di simulazione: un meccanismo automatico di specularità o risonanza e un meccanismo costruttivo di immaginazione-rappresentazione.
Alvin Goldman insegna filosofia alla Rutgers University di New Jersey e ha scritto l’articolo ‘Te lo leggo in fronte’ sul numero 261 de ‘Il Sole 24 Ore’ del 21 settembre 2008.
Simulare nella nostra testa i comportamenti altrui
Novembre 12, 2008Neuroscienze a Torino
Luglio 3, 2008Di Ylenia Battistello.
La data è il ventisette giugno 2008: all’Accademia delle Scienze di Torino sarà presentato l’Istituto Nazionale di
Neuroscienze (che ha sede al dipartimento di Fisiologia dell’Università). Si tratta di un consorzio di otto centri universitari, ispirato al modello anglosassone della creazione dei centri di eccellenza. All’evento parteciperanno molti scienziati, tra cui i Nobel per la Medicina Rita Levi Montalcini e Torsten Diesel.

Il colore comunica….
Gennaio 4, 2008Lunghi e approfonditi studi sono stati condotti sul significato psicologico dei colori. Qui di seguito un’ipersemplificazione molto sintetica partendo dagli studi di Luscher:
-Il Blu rappresenta l’immobilità. La visione di questo colore porta un effetto rallentante nel Sistema Nervoso Centrale: diminuiscono il ritmo respiratorio, il ritmo cardiaco e il valore di pressione arteriosa. Se il Blu viene proposto con un tasso di scuro/nero troppo elevato, rischia in “overdose” di diventare disforizzante, rappresentando la “fine” e l’estinzione”.
-Il Verde rappresenta, come mix tra radiazione blu e giallo, il rilassamento, la sicurezza, la moralità ma anche la costanza. Questo colore tende ad essere espressione dell’Io Interiore piuttosto che dell’Io Estroflesso, rappresentato dall’eccitazione del Rosso, che significa “appetito” in tutti i sensi e desiderio.
-Il Rosso è pulsione, competizione, vittoria e sesso maschile.
-Il Giallo, percepito come vivo ma più leggero del Rosso, rappresenta anch’esso un fattore eccitante del Sistema Nervoso Centrale, producendo un incremento del ritmo respiratorio, delle pulsazioni cardiache e della pressione arteriosa, ma con effetti meno intensi e più discontinui del Rosso.
Il Giallo tende ad essere correlato alla gioia, all’allegria, all’ottimismo ed alla vita.
Questi sono solo alcuni dei colori primari che, “mixati”, danno origine ad un numero elevatissimo di altri colori come ad esempio il troppo ovvio Rosa (Rosso + Bianco) che esprime quindi la Passione (Rosso) Spirituale (Bianco) o il Viola, composto dall’aggressivo Rosso e dal negativo Blu scuro/Nero, che tende invece a trasmettere il feeling di una “Energia Maligna” e negativa nell’immaginario collettivo degli Italiani.
Il Software Psicolinguistico permette un’analisi dissociata di questo sistema complesso della percezione, aiutando le Aziende a verificare e raggiungere – per il Concetto voluto – il paradigma ottimale, cioè il “bisogno specifico di Comunicazione” del Consumatore per quel determinato e specifico Concept.
Immagini cerebrali
Gennaio 3, 2008Di Ylenia Battistello.
Voglio iniziare l’anno ricordando un importante passo fatto dalla comunità scientifica italiana nel dicembre 2006, sperando che sia di buon auspicio…In quel mese tre ricercatori di un piccolo istituto di informatica di Trento hanno vinto il primo trofeo mondiale sull’interpretazione delle immagini cerebrali, ideato da Walter Schneider, docente di psicologia dell’Università di Pittsburgh. Per questa gara, intitolata ‘Vedi quello che vedo io?’, ben 273 gruppi di ricerca di 31 Paesi hanno analizzato le registrazioni dell’attività cerebrale di 3 volontari durante l’osservazione di una serie televisiva. Ai ricercatori sono stati consegnati 2 set di dati con le attività cerebrali e i filmati televisivi che le avevano generate e un terzo set con le sole immagini mentali. Obiettivo della gara era indovinare le scene contenute nel terzo filmato. La media di comprensione è stata dell’82% e nel 52% dei casi si è riuscito persino a individuare l’attore in scena.



















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