Ottobre 15, 2008
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Aprile 17, 2008
Di Ylenia Battistello.
Riportiamo integralmente l’intervento di E. T. Brioschi durante la conversazione IAA del 27/2/2008 presso l’Università Cattolica di Milano.
“Senza coraggio e senza ricerca la comunicazione è condannata ad una stasi.
Sarebbe necessario, nell’ambito della ricerca, avere il coraggio di abbandonare strumenti e metodi ormai obsoleti e di svilupparne altri.
Nella comunicazione, in particolare, esiste ‘un problema dei problemi’: l’identificazione e la misurazione dell’efficacia. Si deve riconoscere che, se anche sono stati fatti alcuni passi, siamo ancora in una situazione non del tutto soddisfacente.
I due campi richiamati, cioè la psicolinguistica e il neuromarketing, risultano degli ambiti di ricerca di estremo interesse e in grado di effettuare la svolta necessaria per un effettivo sviluppo non solo quantitativo, ma anche qualitativo.
Da un paio di anni a questa parte io ed un mio collega americano stiamo sviluppando un nuovo indirizzo di ricerca di strumenti operativi: l’influenza che le culture di diversi Paesi esercitano sui ricercatori accademici e gli approcci che questi ultimi propongono. E’ un tema che inizialmente ho proposto nell’ambito dell’American Accademy Advertising, che abbiamo poi presentato in una sessione speciale a una conferenza nazionale del 2007 a Birminghton con colleghi britannici, francesi e tedeschi, che abbiamo ripetuto nell’accademia a Seul nell’autunno scorso con colleghi giapponesi, cinesi e coreani e che ripeteremo nel Global Marketing Conference a Shangai.”

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Febbraio 7, 2008
Di Gianandrea Abbate e Alberto Apicella.
Tutto ciò che concerne la ricerca sulle necessità del consumatore si è rinnovato veramente poco nel corso degli ultimi anni. Le iniziative davvero innovative consistono da un lato nell’approccio psicolinguistico che è stato lanciato in questi anni e che ha avuto un buon successo su tante aziende e dall’altro nella nascente parte del neuromarketing, di cui si parla tanto ma si fa poco. Il neuromarketing in Italia e nel mondo ha infatti seguito negli anni l’iter della psicolinguistica, che esisteva già da 100 anni, ma che nessuno riusciva ad applicare in modo semplice e fruibile. Il neuromarketing ha seguito un po’ questo percorso: a lungo ha utilizzato diagrammi complicatissimi che lo rendevano molto difficile e poco comprensibile. Soltanto da breve tempo esiste un sistema di neuromarketing semplice e fruibile che si serve di diagrammi che danno risultati chiari, ben identificabili e misurabili.
Le rilevazioni attraverso le apparecchiature anche fisiologiche, come il battito cardiaco piuttosto che la conduttanza elettrica, rappresentano sicuramente un dato dotato di consistenza e robustezza, anche perché permettono, ad esempio in uno spot, di rilevare gli effetti frame per frame.
Non ci sarebbe alcun impedimento, come invece accade nella realtà, ad utilizzare il neuromarketing come strumento di maggiore sicurezza, perché oggi, a fronte di un mercato sempre più difficile, i clienti hanno bisogno di grandi verifiche; servono perciò armi sempre più sofisticate e il neuromarketing è una delle frecce all’arco della ricerca, anche se non deve necessariamente essere l’unica, in quanto può essere utilizzata in un sistema complesso di studi.

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Gennaio 18, 2008
Di Fabrizio Bellavista.
Ho avuto modo di vivere come Extè ha imboccato risoluta la strada del percorso emozionale in un pop-up club ricco di sorprese, trascodificando sensorialmente il mondo del brand (Brand vision “Trend designers in vitro” – 15 gennaio 2008 BaseB Milano).
Il percorso emozionale inizia imboccando un corridoio illuminato da luci al neon. Si passa poi accanto a una grande scritta Extè, costituita da 900 pixel provette, che conduce gli ospiti all’emotion lounge, l’area clou alla quale si accede passando da un metal detector che scannerizza gli invitati dando il via libera all’ingresso nel laboratorio. Immagini di corpi termo-sensibili e di radiografie degli stessi vengono proiettate su un maxi schermo…. Passando oltre si arriva in un grande spazio, cuore pulsante del party.
Alcuni solidi illuminati di verde flou arredano lo spazio assieme ai banconi delle aree bar in pieno stile laboratorio, dove verranno serviti cocktails colorati in ampolle, flaconi e provette. Una luce laser attira l’attenzione degli ospiti verso i primi ice display, frame di ghiaccio montati su specchi e poco avanti, illuminato da fasci di luce, si trova il farm stage, una passerella popolata di cloni impegnati a formulare ed elaborare, tra frigoriferi, tavoli da laboratorio scientifico e cubi di ghiaccio…..

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Gennaio 4, 2008
Di Gianandrea Abbate
Lunghi e approfonditi studi sono stati condotti sul significato psicologico dei colori. Qui di seguito un’ipersemplificazione molto sintetica partendo dagli studi di Luscher:
-Il Blu rappresenta l’immobilità. La visione di questo colore porta un effetto rallentante nel Sistema Nervoso Centrale: diminuiscono il ritmo respiratorio, il ritmo cardiaco e il valore di pressione arteriosa. Se il Blu viene proposto con un tasso di scuro/nero troppo elevato, rischia in “overdose” di diventare disforizzante, rappresentando la “fine” e l’estinzione”.
-Il Verde rappresenta, come mix tra radiazione blu e giallo, il rilassamento, la sicurezza, la moralità ma anche la costanza. Questo colore tende ad essere espressione dell’Io Interiore piuttosto che dell’Io Estroflesso, rappresentato dall’eccitazione del Rosso, che significa “appetito” in tutti i sensi e desiderio.
-Il Rosso è pulsione, competizione, vittoria e sesso maschile.
-Il Giallo, percepito come vivo ma più leggero del Rosso, rappresenta anch’esso un fattore eccitante del Sistema Nervoso Centrale, producendo un incremento del ritmo respiratorio, delle pulsazioni cardiache e della pressione arteriosa, ma con effetti meno intensi e più discontinui del Rosso.
Il Giallo tende ad essere correlato alla gioia, all’allegria, all’ottimismo ed alla vita.
Questi sono solo alcuni dei colori primari che, “mixati”, danno origine ad un numero elevatissimo di altri colori come ad esempio il troppo ovvio Rosa (Rosso + Bianco) che esprime quindi la Passione (Rosso) Spirituale (Bianco) o il Viola, composto dall’aggressivo Rosso e dal negativo Blu scuro/Nero, che tende invece a trasmettere il feeling di una “Energia Maligna” e negativa nell’immaginario collettivo degli Italiani.
Il Software Psicolinguistico permette un’analisi dissociata di questo sistema complesso della percezione, aiutando le Aziende a verificare e raggiungere – per il Concetto voluto – il paradigma ottimale, cioè il “bisogno specifico di Comunicazione” del Consumatore per quel determinato e specifico Concept.

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Gennaio 3, 2008
Di Ylenia Battistello.
Voglio iniziare l’anno ricordando un importante passo fatto dalla comunità scientifica italiana nel dicembre 2006, sperando che sia di buon auspicio…In quel mese tre ricercatori di un piccolo istituto di informatica di Trento hanno vinto il primo trofeo mondiale sull’interpretazione delle immagini cerebrali, ideato da Walter Schneider, docente di psicologia dell’Università di Pittsburgh. Per questa gara, intitolata ‘Vedi quello che vedo io?’, ben 273 gruppi di ricerca di 31 Paesi hanno analizzato le registrazioni dell’attività cerebrale di 3 volontari durante l’osservazione di una serie televisiva. Ai ricercatori sono stati consegnati 2 set di dati con le attività cerebrali e i filmati televisivi che le avevano generate e un terzo set con le sole immagini mentali. Obiettivo della gara era indovinare le scene contenute nel terzo filmato. La media di comprensione è stata dell’82% e nel 52% dei casi si è riuscito persino a individuare l’attore in scena.

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