Il Web 2.0, Internet da bere!

Ottobre 15, 2008

Di Fabrizio Bellavista.

Nel convegno dello scorso 10 ottobre Connettere al futuro’ (tenutosi all’interno della kermesse dell’innovazione tecnologica Innovation Circus) ho esposto i dati tratti da una nostra ricerca psicolinguistica. Tale ricerca mostra come gli strumenti del web 2.0 siano balzati alla ribalta ed entrati nell’immaginario collettivo con forza e velocità.

Il segmento specifico web 2.0, rispetto ad esempio al posizionamento del media internet in generale, presenta un forte passo in avanti nei riguardi della componente “innovazione” pur mantenendo spiccati tratti “adolescenziali” e “narcisistici” e quindi auto-referenzianti. La percezione emozionale di questi strumenti evidenzia come ad una loro forte ed immediata popolarità faccia da contraltare una altrettanto importante percezione di “superficialità” e “senso di onnipotenza” da parte del target internauti italiani.


Colori, non a caso

Luglio 11, 2008

Di Fabrizio Bellavista

Max Lüscher, psicologo svizzero, ideò nel 1949 il Test dei Colori che parla dei risvolti più nascosti della personalità. Vediamo qualche esempio. Le personalità possono essere definite a seconda del colore primario maggiormente rilevante: una persona blu, per esempio, risulta essere calma, contemplativa, gratificata dalla vita e dalle attività svolte; un carattere verde è fermo, costante, resistente ai mutamenti, associabile all’immagine della sequoia dalle profonde radici, orgogliosa ed immutabile; la personalità rossa è nel tumulto di sentimenti e di pensieri, mostra slancio verso l’affermazione di sé e della propria forza vitale; infine, il giallo, connota una personalità leggera e rilassata, una compostezza gioiosa, ma anche concentrazione discontinua… (nell’immagine la mappa psicolinguistica riguardante i codici colore e le emozioni).
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La ricerca del lato emozionale del consumatore e i feed back provenienti dalla rete

Giugno 30, 2008

Di Fabrizio Bellavista.

Durante il Nono Summit Global Marketing di Bologna ho potuto analizzare, grazie ad una platea particolarmente preparata ed interattiva, un’importante caratteristica dell’attuale scenario riguardante le ricerche di mercato: c’è una mole significativa di dati provenienti dalle profilazioni on line, dai feed back dell’utente (dalla critica/approvazione all’inoltro di proposte relative alla formulazione di nuovi prodotti, ecc…) unitamente al monitoraggio dei tracciati di navigazione e all’attenta osservazione delle relazioni che si creano soprattutto nei social network, mole di dati dicevo, che debbono in qualche modo confluire verso i coordinatori delle ricerche di mercato per essere valutate parallelamente alle indagini tradizionali e di neuromarketing. Proprio queste ultime metodologie di ricerca ci permettono comunque di comprendere unitamente a quello che ‘vuole’ il consumatore il vero dato d’interesse: quello che l’utente desidera nel profondo del suo immaginario emozionale che, ricordiamo, incide in media al 70% sull’impulso d’acquisto.
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