Dicembre 4, 2008
Di Fabrizio Bellavista
Due considerazioni riguardo gli ultimi incontri a cui ho recentemente partecipato: in entrambi i casi l’emozionalità, seppur in maniera molto diversa, spiccava e lasciava un segno importante.

La presentazione tecno-iconografica e video di Joichi Ito, uno dei personaggi più interessanti nella cultura digitale, in contemporanea con la sua presenza molto informale intercalata da molteplici collegamenti ipervideali (parlare solo di ipertext soltanto è ormai obsoleto) davano una sensazione immersiva, che sollevava una forte partecipazione ed emotività. Anche Graeme Sterne, mentre esponeva il suo vissuto da uomo PR neozelandese, a contatto con lo spirito dei maori, esprimeva una grande carica empatica e di feeling, con continui riferimenti all’anima, alla terra, al vento e alle emozioni.
Bravi Maria Grazia Mattei e Ferpi, che hanno portato personaggi di tale spessore a portata d’incontro. In conclusione: tutti e due sottolineavano come l’online e l’offline debbano ormai interagire in un continuum senza barriere.

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Ottobre 15, 2008
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Settembre 30, 2008
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Settembre 3, 2008
Di Viviana Verin

Sempre di più la stampa pubblica articoli che coinvolgono la
comunicazione sensoriale. In questo caso si parla di profumi in
auge nel ’68.
In quel periodo di radicali sconvolgimenti sociali e di costume, non poteva mancare una rivoluzione anche nella sfera olfattiva: nuove fragranze, floreali ed esotiche, come ad esempio il patchouli, si imponevano come portatori di quello spirito di libertà proprio della giovane generazione Peace & Love. Nello stesso momento, come portatori di altri messaggi, si affermavano ‘Eau Sauvage’ di Dior e ‘Opium’ di Yves Saint Laurent.
È noto che tra i cinque sensi l’olfatto è la memoria più radicata, quella che permette di conservare il passato e il proprio vissuto emozionale. I semplici odori si caricano di valore e si trasformano in portavoce emblematici della nostra memoria e di un’intera epoca, confermando così il ruolo strategico delle emozioni nelle nostre scelte e in quelle di marketing.
(Da ‘D, la Repubblica delle donne’, numero 609)







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Febbraio 15, 2008
Di Fabrizio Bellavista.
Mercoledì 27 febbraio terrò, insieme a Gianandrea Abbate, una presentazione dal titolo ‘Il consumatore compra emozioni, non materia. Un marchio senza emozioni è solo merce’, evento sotto l’egida di IAA Italia. Certamente la location, l’Università Cattolica di Milano, culla della ricerca italiana di settore, e, soprattutto, l’introduzione da parte di Edoardo Teodoro Brioschi rendono questo appuntamento molto particolare e cerco di spiegare il perché… E.T.Brioschi, nella sua magnificenza di uomo di studi, docenze prestigiose e molto altro, ha avuto sempre un’occhio particolarmente attento, a differenza del mondo accademico tradizionale, verso l’efficacia della comunicazione e della sua misurazione, unitamente ad un piglio ‘feroce’ verso la moltitudine che, con svariate motivazioni e con risultati oltremodo catastrofici per tutto il settore, snobba questa problematica. Ma preferisco proporre le sue parole in diretta: ‘Il tema centrale in questi nostri anni nella comunicazione d’azienda è rappresentato – a livello internazionale, ben inteso, e non solo italiano od europeo – dall’efficacia della comunicazione e dalla sua misurazione. Efficacia che trova la sua premessa di base – come già ribadiva Colley una quarantina d’anni fa – nella corretta definizione degli obiettivi, intesi non come generiche finalità, ma comecompiti adeguatamente determinati sotto un triplice profilo (d’intensità, di pubblico e di tempo). E la ricerca è spronata ad accantonare con coraggio metodi superati, a validare nelle condizioni attuali d’ambiente e di mercato metodi ritenuti validi e ad approntare – non c’è dubbio – nuovi metodi…’.
‘Il consumatore compra emozioni, non materia. Un marchio senza emozioni è solo merce’. Milano, mercoledì 27 febbraio 2008 h 11:00. Università Cattolica del Sacro Cuore, Sala Negri da Oleggio, Largo gemelli, I
Per informazioni: valentina.molinari@iaaitaly.org redoffice@email.it

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