Joy Ito e Graeme Sterne

Dicembre 4, 2008

Di Fabrizio Bellavista

Due considerazioni riguardo gli ultimi incontri a cui ho recentemente partecipato: in entrambi i casi l’emozionalità, seppur in maniera molto diversa, spiccava e lasciava un segno importante.

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La presentazione tecno-iconografica e video di Joichi Ito, uno dei personaggi più interessanti nella cultura digitale, in contemporanea con la sua presenza molto informale intercalata da molteplici collegamenti ipervideali (parlare solo di ipertext soltanto è ormai obsoleto) davano una sensazione immersiva, che sollevava una forte partecipazione ed emotività. Anche Graeme Sterne, mentre esponeva il suo vissuto da uomo PR neozelandese, a contatto con lo spirito dei maori, esprimeva una grande carica empatica e di feeling, con continui riferimenti all’anima, alla terra, al vento e alle emozioni.
Bravi Maria Grazia Mattei e Ferpi, che hanno portato personaggi di tale spessore a portata d’incontro. In conclusione: tutti e due sottolineavano come l’online e l’offline debbano ormai interagire in un continuum senza barriere.


Il libro Emotional design di Donald Norman

Dicembre 3, 2008

‘Emozione’ è oggi una delle parole chiave per il mondo del design (e parliamo di design in generale, non dei siti web): anche la settimana del design a Milano, nello scorso aprile, era dedicata alle emozioni. In questo libro Norman riconosce che le sue concezioni precedenti, tutte impostate sulla funzionalità e sull’usabilità, erano limitate e limitative: non si può non tenere conto del piacere che ci procurano o meno gli oggetti che usiamo quotidianamente. Quello che ciascuno di noi è, è determinato anche dagli oggetti che usiamo: li scegliamo, li apprezziamo non solo per la funzione che svolgono per noi, ma anche per le sensazioni che ci danno. L’analisi di Norman è piena di esempi illuminanti, ma anche ricchi di humour: la serietà scientifica non ostacola la leggibilità e la piacevolezza del testo.
Donald Norman, psicologo, uno fra i maggiori esperti mondiali di ergonomia e interazione uomo-macchina, è ben noto ai lettori italiani: ha pubblicato ‘La caffettiera del masochista’.



Un’intervista sul mensile ADV

Novembre 10, 2008

Di Giannandrea Abbate

adv-abbateUn articolo sul mensile ADV che riprende ancora il concetto ‘Il consumatore compra emozioni’ che, anche in periodo di recessione, rimane più che mai valido.

Adv Trend Psyco Res


Il Web 2.0, Internet da bere!

Ottobre 15, 2008

Di Fabrizio Bellavista.

Nel convegno dello scorso 10 ottobre Connettere al futuro’ (tenutosi all’interno della kermesse dell’innovazione tecnologica Innovation Circus) ho esposto i dati tratti da una nostra ricerca psicolinguistica. Tale ricerca mostra come gli strumenti del web 2.0 siano balzati alla ribalta ed entrati nell’immaginario collettivo con forza e velocità.

Il segmento specifico web 2.0, rispetto ad esempio al posizionamento del media internet in generale, presenta un forte passo in avanti nei riguardi della componente “innovazione” pur mantenendo spiccati tratti “adolescenziali” e “narcisistici” e quindi auto-referenzianti. La percezione emozionale di questi strumenti evidenzia come ad una loro forte ed immediata popolarità faccia da contraltare una altrettanto importante percezione di “superficialità” e “senso di onnipotenza” da parte del target internauti italiani.


Come comunicare la montagna: i codici efficaci per farlo

Settembre 30, 2008

Di Fabrizio Bellavista


Sabato 20 settembre, in un’occasione molto particolare, durante
cioè l’Open Your Mountains Day ad Aosta, una giornata interamente dedicata all’innovazione, ho tenuto un breve speech su “Come comunicare la montagna: i codici efficaci per farlo”. La presentazione degli aspetti principali della grammatica emozionale hanno destato come sempre il massimo interesse.

Debbo anche aggiungere che la giornata sotto l’egidia della Regiona Valle d’Aosta aveva un sapore particolare per il comunicato, da poco emesso, riguardo la tabella di marcia di Lisbona 2010: la Valle d’Aosta è prima seguita da Piemonte e, inaspettatamente solo al terzo posto, dalla Lombardia.

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Un’emozione ‘da voto’

Luglio 4, 2008

C’è una spiegazione scientifica dietro la decisione assunta da ogni elettore. A sostenerlo è Drew Western, psicologo e psichiatra alla Emory University di Atlanta, in seguito ad importanti studi sull’argomento. I risultati hanno comprovato che la ricezione di informazioni politiche non è univoca. Ce ne sono alcune che vengono immagazzinate in una zona (sottile) del cervello in cui la ragione è predominante, mentre altre sono processate in un’area (profonda) più emozionale. La vera scoperta è però il maggior peso che assume tale seconda parte rispetto alla prima, in caso di conflitto tra le due. Una sorta di vittoria dell’area cerebrale emozionale su quella razionale. Questo, tradotto in altro linguaggio, significa che, al momento del voto, le emozioni contano più della ragione. Ecco spiegata la ragione per la quale alcuni politici, coloro in grado di comunicare alle emozioni dei cittadini, ottengono maggiore successo rispetto ad altri. Il segreto di un’informazione politica incisiva non è tanto puntare sul lato positivo, bensì risiede nell’essere consapevoli della convivenza dei due aspetti opposti e del valore della comunicazione emozionale. Il libro è di Drew Westen, The Political Brain (PublicAffairs, pp. 384 $ 26, 95).

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Psicologia dell’emotional design. Uno studio sperimentale sul packaging dei profumi (I parte)

Febbraio 4, 2008

Di Lorena Delvino*

Il mio studio consiste in un approfondimento bibliografico e in una ricercapack7.jpg sperimentale sul concetto di Emotional Design proposto da D.A. Norman (2004). Tale nozione unisce due temi distanti per metodologia e interessi: l’emozione e il design.

Dopo aver affrontato il tema dell’emozione illustrando le principali teorie psicologiche, le funzioni del processo emotivo (strettamente legato a quello cognitivo) e l’emozione estetica, mi sono concentrata sul design e le sue implicazioni riguardo l’oggetto e il soggetto. Mi sono poi soffermata sul concetto di Emotional Design e, in particolare, sul fenomeno del Packaging come dispositivo comunicativo e ho eseguito uno studio sperimentale sul packaging delle confezioni di profumo femminile, condotto attraverso gli strumenti del focus group, dell’eye tracking, del differenziale semantico e di un questionario, nel tentativo di misurare l’impatto emotivo evocato dai prodotti su un determinato target di soggetti.

 

*Laureata in Psicologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano con una tesi intitolata “Psicologia dell’emotional design. Uno studio sperimentale sul packaging dei profumi”