Ottobre 20, 2008
Di Gianandrea Abbate
Prendo spunto dalla serie di interventi durante il convegno ‘Abunai ki, problemi e opportunità’, per fare una riflessione sul nuovo consumatore che si sta definendo in questi giorni ma che, già prima dell’inizio della crisi finanziaria, aveva dimostrato di aver bisogno di prodotti diversi, più basici.
Stiamo attivando proprio in questi giorni un osservatorio e stiamo mappando il mondo finanziario: che tipo di deriva sta prendendo? Qual è la percezione del consumatore? Ecco una prima risposta: i prodotti bancari sono percepiti in questo momento dal consumatore come un organismo “geneticamente modificato”. Ci sarebbe bisogno di poter individuare la filiera di tutti i prodotti bancari, come avviene per i prodotti alimentari. Bisogna tornare alla trasparenza, ai prodotti basici. Back to the basic, dunque! E l’azienda capace di offrire in questo momento un prodotto che venga maggiormente incontro ai bisogni del consumatore, vincerà.
Il convegno “Abunai ki, problemi e opportunità” su:
http://www.mediolanumchannel.tv/minisito_marathon_live.php

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Aprile 2, 2008
Di Gianandrea Abbate.
Abbiamo visto molte campagne o progetti di comunicazione che, sebbene pluripremiate, hanno affossato il loro marchio (si va da esempi clamorosi di advertising classico sino al guerrilla marketing): il consumatore rifiuta un prodotto tradizi
onale che si veste in modo iperaggressivo. Perché oggi, più che un prodotto, compriamo un mood, un’atmosfera, uno stato mentale. E lo stato mentale deriva da un insieme di tante forze: di contenuti e di modalità espressive. Viviamo in una sorta di “fase alluvionale” del mercato, in cui l’offerta di prodotti è ben superiore rispetto a quanto il mercato possa assorbire. Per un prodotto che voglia imporsi, quindi, è indispensabile riuscire a creare un link emotivo con il consumatore. Ed è proprio questo il compito della psicolinguistica. In sintesi, una campagna non solo deve piacere al pubblico, ma deve anche essere solidale al marchio e al prodotto. L’originalità non sempre “paga”, soprattutto se è fine a se stessa.

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Marzo 26, 2008
Di Ylenia Battistello.
La scorsa settimana ho partecipato al convegno ‘Multicanalità e relazione con i clienti: nuove sfide per il marketing’, organizzato da ‘IPSOA Scuola di formazione’. Mi ha molto colpita l’intervento di Cetti Galante, new bu
siness development Director Nielsen, dal titolo ‘La sfida del consumatore multicanale: quale comunicazione innovativa adottare?’. Dalla ricerca presentata emerge che se solo il 17% degli italiani sa orientarsi nel magma mediatico di informazioni e messaggi, le barriere all’utilizzo dei new media non sono comunque alte: solo il 25% del panel ammette il bisogno del ‘contatto fisico’. In generale i consumatori sono stati suddivisi in consumatori ‘reloaded’, dinamici, proiettati al futuro, sperimentatori e assidui navigatori Internet, ma infedeli alla marca (5,5 milioni); ‘tradizionali coinvolti’, aperti, con una vita sociale e culturale intensa, negli acquisti non amano le novità e si informano attraverso canali tradizionali (2 milioni); ‘open mind’, moderni, utilizzano il pc ma non per socializzare, sono fedeli alla marca ma aperti alle novità (10 milioni); ‘esclusi’, tradizionali, senza grandi hobby, privilegiano la tv, sono fedeli alla marca perché puntano alla qualità e respingono il nuovo (10 milioni); ‘indifferenti’, grandi lavoratori, ma senza fiducia nella tecnologia, guardano molta tv (13 milioni).
La ricerca sembra suggerire che più il consumatore è evoluto, più è infedele.

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Febbraio 15, 2008
Di Fabrizio Bellavista.
Mercoledì 27 febbraio terrò, insieme a Gianandrea Abbate, una presentazione dal titolo ‘Il consumatore compra emozioni, non materia. Un marchio senza emozioni è solo merce’, evento sotto l’egida di IAA Italia. Certamente la location, l’Università Cattolica di Milano, culla della ricerca italiana di settore, e, soprattutto, l’introduzione da parte di Edoardo Teodoro Brioschi rendono questo appuntamento molto particolare e cerco di spiegare il perché… E.T.Brioschi, nella sua magnificenza di uomo di studi, docenze prestigiose e molto altro, ha avuto sempre un’occhio particolarmente attento, a differenza del mondo accademico tradizionale, verso l’efficacia della comunicazione e della sua misurazione, unitamente ad un piglio ‘feroce’ verso la moltitudine che, con svariate motivazioni e con risultati oltremodo catastrofici per tutto il settore, snobba questa problematica. Ma preferisco proporre le sue parole in diretta: ‘Il tema centrale in questi nostri anni nella comunicazione d’azienda è rappresentato – a livello internazionale, ben inteso, e non solo italiano od europeo – dall’efficacia della comunicazione e dalla sua misurazione. Efficacia che trova la sua premessa di base – come già ribadiva Colley una quarantina d’anni fa – nella corretta definizione degli obiettivi, intesi non come generiche finalità, ma comecompiti adeguatamente determinati sotto un triplice profilo (d’intensità, di pubblico e di tempo). E la ricerca è spronata ad accantonare con coraggio metodi superati, a validare nelle condizioni attuali d’ambiente e di mercato metodi ritenuti validi e ad approntare – non c’è dubbio – nuovi metodi…’.
‘Il consumatore compra emozioni, non materia. Un marchio senza emozioni è solo merce’. Milano, mercoledì 27 febbraio 2008 h 11:00. Università Cattolica del Sacro Cuore, Sala Negri da Oleggio, Largo gemelli, I
Per informazioni: valentina.molinari@iaaitaly.org redoffice@email.it

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