Maggio 30, 2008
Di Fabrizio Bellavista.

Durante il primo ROUNDEDMINDS ho notato una forte difficoltà a condividere la situazione italiana del settore marketing e comunicazione (questa impressione è stata trasversale a tutti gli interventi). Molto spesso le tante idee emerse non raggiungevano la condivisione a maggioranza, molte visioni presentavano un evidente aspetto contradditorio: è stato Franco Giacomazzi a tentare, a mio parere, di sintetizzare il senso di tutto l’incontro, con queste parole: ‘in un epoca di turbolenza in cui la ‘gestione del caos’ è il plus più necessario, è sintomatico vivere situazioni contradditorie quindi non facilmente sintetizzabili’.
Interessante mi è parso anche l’intervento di Giuseppe Mascitelli, A.D. Mediolanum Comunicazione: ‘In un evento è importante che la parte emozionale sia modulata non solo sulla vista o sull’udito ma anche sugli altri sensi. Si può parlare al cervello passando per il cuore. Molte volte, invece, si fanno degli eventi che potrebbero essere sostituiti da un’e-mail o da una conference call’.
Un altro intervento che mi sembra interessante sottolineare è quello di Gianandrea Abbate: ‘L’effetto marmellata comunicazionale è molto forte e privo di idee distintive, tra l’altro confermata dai vari tracking di questi giorni. Siamo di fronte a un momento da ‘fermo immagine’ che potrebbe preludere forse ad un forte cambiamento anche se al momento i segnali del nuovo sono deboli. La comunicazione italiana salvo rari casi è una comunicazione abbastanza straniante, dove non si evidenziano differenze, valore aggiunto ed emozionalità’.

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Aprile 3, 2008
Di Fabrizio Bellavista.
Sempre più spesso dobbiamo confrontarci e valutare l’uso di media non convenzionali e interagenti con l’utente finale. E’ la grande realtà che si sta imponendo nella comunicazione worldwide. Ho modo di approfondire l’argomento con Claudio Vaccaro, amico e cofondatore del Crazy Marketing Network, cercando di chiarire come, nei confronti di una visione ‘emotional marketing oriented’, siano posizionati gli unconventional media. Risponde Claudio: ‘L’emozione è una tra le componenti fondamentali dell’approccio (va definito così) “unconventional”. Emozionare vuol dire anche divertire, sorprendere, disorientare: tutte spinte necessarie alla condivisione esponenziale del messaggio comunicato e alla diffusione, ad esempio, di una campagna virale. Direi quindi che il marketing emozionale, soprattutto lo studio sistematico del funzionamento della mente umana e delle sue reazioni emozionali a un messaggio, contribuisce in maniera essenziale al successo di una strategia di marketing non convenzionale’.

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Febbraio 15, 2008
Di Fabrizio Bellavista.
Mercoledì 27 febbraio terrò, insieme a Gianandrea Abbate, una presentazione dal titolo ‘Il consumatore compra emozioni, non materia. Un marchio senza emozioni è solo merce’, evento sotto l’egida di IAA Italia. Certamente la location, l’Università Cattolica di Milano, culla della ricerca italiana di settore, e, soprattutto, l’introduzione da parte di Edoardo Teodoro Brioschi rendono questo appuntamento molto particolare e cerco di spiegare il perché… E.T.Brioschi, nella sua magnificenza di uomo di studi, docenze prestigiose e molto altro, ha avuto sempre un’occhio particolarmente attento, a differenza del mondo accademico tradizionale, verso l’efficacia della comunicazione e della sua misurazione, unitamente ad un piglio ‘feroce’ verso la moltitudine che, con svariate motivazioni e con risultati oltremodo catastrofici per tutto il settore, snobba questa problematica. Ma preferisco proporre le sue parole in diretta: ‘Il tema centrale in questi nostri anni nella comunicazione d’azienda è rappresentato – a livello internazionale, ben inteso, e non solo italiano od europeo – dall’efficacia della comunicazione e dalla sua misurazione. Efficacia che trova la sua premessa di base – come già ribadiva Colley una quarantina d’anni fa – nella corretta definizione degli obiettivi, intesi non come generiche finalità, ma comecompiti adeguatamente determinati sotto un triplice profilo (d’intensità, di pubblico e di tempo). E la ricerca è spronata ad accantonare con coraggio metodi superati, a validare nelle condizioni attuali d’ambiente e di mercato metodi ritenuti validi e ad approntare – non c’è dubbio – nuovi metodi…’.
‘Il consumatore compra emozioni, non materia. Un marchio senza emozioni è solo merce’. Milano, mercoledì 27 febbraio 2008 h 11:00. Università Cattolica del Sacro Cuore, Sala Negri da Oleggio, Largo gemelli, I
Per informazioni: valentina.molinari@iaaitaly.org redoffice@email.it

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Febbraio 11, 2008
Di Fabrizio Bellavista.
La Genesi racconta che i discendenti di Noè vollero edificare una magnifica città con una torre che arrivasse al cielo; il Signore, per punirli della presunzione, li afflisse con la confusione delle lingue (la Bibbia parla di 70 differenti idiomi), in modo che non si intendessero più e che il progetto venisse abbandonato. Così fu: gli ordini impartiti non vennero più capiti correttamente e, nella confusione, vennero commessi numerosi errori. I lavori rallentarono fino a fermarsi… Oggi più che mai, in un mondo votato alla globalizzazione, la comunicazione coerente e corretta assume una valenza decisiva: soffermiamoci ad analizzare ogni step comunicazionale, ogni vocale o consonante ha un suo significato profondo, un suo profumo, un suo sapore. Beato sarà chi userà le giuste parole?

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