A, E, I, O, U, avete mai provato ad eliderle dalle vostre parole? Può essere divertente, possono uscire ’suoni’ simpatici e si può persino evitare il turpiloquio. Questo gioco, vecchio come l’antica scrittura ebraica, che usava i puntini per le vocali e dunque andava poi ‘vocalizzata’, ha un nome che suona un po’ scientifico: la devocalizzazione, ovvero frasi scritte solo con le consonanti e con frasi come queste c’è chi ha scritto un libro. Nel romanzo di Pincio, ‘La ragazza che non era lei’, c’è un ragazzo che parla senza vocali.
